Uno sguardo (o un emoticon) vale più di mille parole

emoticon

E’ in arrivo per gli utenti Apple e Android Emojli, l’app che consentirà di comunicare esclusivamente attraverso gli emoticon.

Finora in chat, sms, whatsapp ecc., gli emoticon hanno ricoperto il ruolo di elementi del paralinguaggio: hanno cioè fornito informazioni di contesto che, nell’ambito di una comunicazione faccia a faccia, potrebbero essere dedotte attraverso la percezione visiva, per esempio dalle espressioni facciali e posturali dei partecipanti al processo comunicativo.

Persino nelle roccaforti della paralingua – pensate a MSN degli anni 2000 – l’alfabeto e le parole erano riusciti a mantenere un predominio incontrastato, seppure accompagnati da segni e disegni di varia natura.

Non è che non si fossero visti messaggi composti solo da uno smile ☺- anche in una conversazione in presenza, più di una volta si risponde soltanto con un sorriso o con l’alzata di un sopracciglio – ma eliminare completamente lingue e alfabeti nelle conversazioni tra amici sarà certamente una novità.

D’altro canto, esempi di testi scritti con soli emoticon non mancano (si vedano, per esempio, le favole per whatsapp) e rientrano nei tentativi mai sopiti di creazione di lingue scritte artificiali universali e, in particolare, di lingue per immagini.

Se, da una parte, sarà complicato comunicare ad un amico l’orario di arrivo del prossimo treno, Emojli dovrebbe avere infatti il (s)vantaggio di essere svincolato dalle lingue. Gli emoticon infatti, sono forme di Scritture Brevi che si avvalgono del criterio pittografico: mantengono cioè una correlazione iconica tra forma (immagine della emoticon) e contenuto da trasmettere (emozione), senza alcuna necessità di mediazione linguistica. Ciò li rende forme grafiche pressoché universali e i testi che verranno prodotti non dovrebbero necessitare di traduzione per essere comprensibili a cinesi, americani, italiani, spagnoli e tedeschi.

Se la scrittura finora è stata prevalentemente la rappresentazione grafica di pensieri linguisticamente elaborati, come se la caveranno gli utenti di tutto il mondo dovendo rinunciare completamente alle parole?

Per il momento possiamo solo aspettare, consci che le lingue, a differenza degli smile, godono dell’onnipotenza semantica – cioè la capacità di ‘parlare’ di qualunque cosa – ma anche del fatto che in molti casi, per capirsi, basta uno sguardo. E uno sguardo (o un emoticon) vale più di mille parole!

Felicia Logozzo

One thought on “Uno sguardo (o un emoticon) vale più di mille parole

  1. zenit
    zenit
    13 luglio 2014 at 12:30

    Le nuove forme di comunicazione (linguaggio abbreviato, linguaggio “giovanilese”) lasciavano ben intendere di essere una fase della metamorfosi delle forme comunicative, fermo restando che il linguaggio si è sempre evoluto: ma forse non così velocemente. Questo ulteriore passaggio (verso la strategia pittografica) è insieme affascinante (per l’abbattimento”gordiano” delle barriere linguistiche) e inquietante (dove le sfumature, i sottintesi, le volute ambiguità comunicative?). Naturalmente non è che una ulteriore strada comunicativa, appena comparsa, che si affianca alle altre. Con curiosità e magari anche con sottile apprensione, non c’è che da restare a guardare.

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