E cambiamo argomento. Ma va?!

Loud N' Proud

Per convenzione le notizie radiofoniche sono lunghe cinque righe, un twit o poco più. Imparare a scrivere per la radio è stata, per me, la prova più difficile alla scuola di giornalismo.

La storia la racconto qui e mi farebbe piacere che qualcuno la leggesse, perché è un piccolo omaggio a uno dei più grandi maestri del giornalismo italiano, Giovanni Mantovani, che ha sempre lavorato understatement, creando però un immenso valore aggiunto per questa professione.

In cinque righe devi: catturare subito l’attenzione sull’argomento, dire tutto ciò che è essenziale, dare anche qualche particolare significativo che colori la notizia. Ovviamente qui ci sta bene l’acrostico di Severgnini: Pensa, Organizza, Rigurgita, Correggi, Ometti.

Pensa: il giornale radio è breve, non può contenere tutte le notizie. Dei tanti fatti che succedono durante il giorno, quali possono diventare notizie da gr?

Organizza: scelto il fatto, mi chiedo: qual è la notizia per il pubblico? Se la pioggia ha causato un incdente stradale in cui sono morte alcune persone, la prima cosa da dire è la più eclatante: quanti morti, poi perché, dove, come, quando e, infine, qual è la fonte della notizia. Si dovrebbe, inoltre, non dimenticare mai una formula che serve a non diffondere il panico, e che è, a mio parere, anche un segno concreto di considerazione degli ascoltatori: “Le famiglie delle vittime sono state informate dell’accaduto” (quando ciò, ovviamente, si è verificato).

Rigurgita: per me vuol dire comincia a scrivere senza preoccuparti troppo della lunghezza. Il primo filtro contro gli sproloqui te lo sei già creato con la scaletta. Poi ne metterai degli altri.

Correggi: ecco il secondo filtro. Come ha giustamente ricordato Severgnini a Macerata, la brevità non tollera errori. Non c’è spazio e non c’è tempo per correggerli quando la notizia è fuori. Quindi, tutti i dati che fornisco devono essere verificati, verificabili e, dunque, esatti.

Ometti: il filtro finale, quello più potente. Nel nostro caso serve a rientrare nelle cinque righe, ma soprattutto, ad aumentare al massimo l’efficacia della notizia. Bisogna pulire, pulire, pulire. Ma con che criterio? Cosa si deve togliere e cosa è invece importante che rimanga nel testo? Il criterio è questo: scrivo e parlo per gli ascoltatori e non per le fonti. La scelta dei fatti da citare e, quindi, l’organizzazione della scaletta, dipendono dai destinatari del messaggio e da che cosa è interessante per loro. Sembra facile ma non lo è, perché normalmente la fonte del giornalista, se non è diretta, è questa.

Questo è il contesto della notizia. Poi c’è un secondo aspetto interessante per questo blog: il contesto giornale radio, che è, di fatto, un insieme di #scritturebrevi – #letturebrevi nate dalla scelta di alcuni fatti che si sono verificati o si stanno verificando in un determinato momento della giornata. Fatti che sono necessariamente uno diverso dall’altro. E allora mi viene sempre da sorridere quando sento, tra una notizia e l’altra, il giornalista che dice, sprecando secondi preziosi: “E cambiamo argomento”. Eccerto che cambiamo argomento, altrimenti mica sarebbe un gr!

Margherita Rinaldi

About Margherita Rinaldi

Gornalista professionista. Prima free lance, poi cronista, addetto stampa e ora esperto in comunicazione nella pa. Nasco dalla linguistica e lì, di tanto in tanto, ritorno

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