VIVA VERDI! (#scritturebrevi per non dimenticare)

L’anniversario di Tienanmen/Tiananmen (ieri) è stato raccontato nel contributo di Repubblica con un interessante resoconto sui procedimenti di censura, messi in atto nella comunicazione pubblica e in particolare sul web, per evitare la diffusione della notizia e, in tal modo, coprire, e possibilmente distruggere, il ricordo della dolorosa vicenda.
L’intenzione di intercettare e di conseguenza bloccare le informazioni contrarie alla propaganda di governo viene realizzata col metodo di filtrare le parole sensibili, tra le quali soprattutto sono i numerali per riguardo alla data “4 giugno (6) 1989”.
Riporto uno stralcio dall’articolo:

“Così se su Sina Weibo, il più diffuso sistema di microblog cinese, da sempre è bandita la data 4 giugno e 4 giugno 1989, oggi vengono bandite anche ’64’ (giugno 4), 24 (è il 24mo anniversario della strage). Ma anche il 35, perché il 4 giugno in internet viene chiamato anche il 35 maggio. Bandite non solo le cifre, ma anche le lettere o le parole relative ai numeri. E via dal web anche le operazioni aritmetiche relative a questi numeri, come ’63+1′ o ’65-1′. E il più sottile ‘otto otto’, perché moltiplicando i due numeri si ottiene 64. Ma non finisce qui: la mannaia della censura si è abbattuta anche su parole come ‘oggi’, ‘domani’, ‘giorno speciale’, ‘quel giorno’, ‘quell’anno’. Cancellate anche immagini con candele, e naturalmente la parola ‘candela’. A quasi un quarto di secolo da quell’evento, l’anniversario resta una data molto sensibile per il regime cinese, che cerca di impedire ogni discussione pubblica o commemorazione di quei fatti.
Ma la fantasia si scatena per aggirare il blocco. Oggi quattro giugno, Pechino si è svegliata con un cielo grigio, oscuro e minaccioso, “proprio come quel quattro giugno dell’anno 78 della Repubblica”, scrive un utente su Weibo. Conta gli anni partendo dal 1912, l’anno dell’instaurazione della Repubblica di Sun Yat-sen, al crollo dell’ultima dinastia imperiale Qing, per indicare il 1989 in maniera abbastanza fantasiosa da sottrarsi all’occhio attento della censura.
Un altro utente protesta per la rimozione del messaggio ‘in lutto’ dalla rete, lamentandosi che ‘i cinesi non hanno più nemmeno il diritto al lutto, ogni anno in questo periodo’, e se la cava scrivendo Tiananmen con una combinazione di caratteri diversa dall’originale. ‘Il 64 ricordiamo il sacrificio per la democrazia della generazione precedente’, scrive un altro internauta riferendosi al quattro giugno.”

Conosciamo (e abbiamo varie volte commentato) la capacità del motore di ricerca di “catturare” meccanicamente le informazioni: se da una parte si tratta di un importante strumento di potenziamento delle risorse per le indagini, l’automatismo costituisce in realtà, all’inverso, un altrettanto forte inconveniente nel caso in cui vi sia interesse a sfuggire ai controlli predisposti.

La crittografia e le relative tecniche di cifratura dall’epoca moderna si fanno risalire al De cifris di Leon Battista Alberti e – senza soluzione di continuità – arrivano fino agli algoritmi dell’informatica (abbiamo qui citato un caso legato a Alan Turing), poiché appare evidente la relazione tra l’organizzazione dei dati della conoscenza e i meccanismi di filtraggio a base grafica.
Entrano poi nella medesima tipologia i “giochi di scrittura” come gli alfabeti segreti dei bambini, dove si prevede la sostituzione di lettere con lettere, o di lettere con numeri, o di numeri con lettere, per costruire messaggi da indovinare.
E sono gli stessi procedimenti crittografici di certi giochi popolari tra gli appassionati di enigmistica.
Tra i contesti drammatici si ricorderà l’espressione “VIVA V.E.R.D.I”, usata come motto nelle insurrezioni anti-austriache del nord Italia nella lotta per l’unità nazionale: l’immediatezza della identificazione di “VERDI” con il musicista generava volutamente oscurità quanto al reale valore del termine, realmente acronimo di “Vittorio Emanuele Re D’Italia”.

Molti contesti, dunque, per una stessa base di partenza, che è l’espressione significante della lingua.
La crittografia è Scritture Brevi

Francesca Chiusaroli, Scritture Brevi
5 giugno 2013
verdiWikipedia

Francesca Chiusaroli

About Francesca Chiusaroli

Sono nata a Recanati, dove vivo. Mi sono laureata a Macerata, dove oggi insegno linguistica. Tra allora e ora, altre sedi.

One thought on “VIVA VERDI! (#scritturebrevi per non dimenticare)

  1. Francesca Chiusaroli
    Francesca Chiusaroli
    5 Giugno 2013 at 16:08

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.