Twitter dalla memoria corta (#iltwitterchevorrei e #tool: Che carattere!)

La nascita di #scritturebrevi come hashtag su Twitter fa parte del progetto “scritture brevi nel mondo social, il mezzo e il fine”.
Il titolo è fittizio, improvvisato ora, mentre reale e concreta è l’idea di costituire una banca dati digitale di tweet, link, materiali online da registrare, conservare, consultare.
E’ quello che stiamo facendo dallo scorso dicembre, con la preziosa collaborazione di molti appassionati, diventati amici di #scritturebrevi.

La catalogazione è pratica e veloce con Twitter, ma lo stesso mezzo non ci sostiene quanto al momento della ricerca, conservando memoria, come si sa, soltanto di tweet “recenti”.
Del resto l’immagine del cinguettio è strettamente legata all’idea del messaggio evanescente, anche non rilevante, comunque soggetto a sparizione.

Vengono in soccorso a questo punto tool come topsy.com e tagboard.com.
Ecco i link della ricerca di #scritturebrevi con topsy e con tagboard.

Tornando all’evanescenza del mezzo, è vero il problema, già denunciato da Umberto Eco (“Non fate il funerale ai libri”), della difficoltà di leggere documenti salvati in versioni digitali su supporti elettronici presto obsoleti, rispetto alla permanenza dei materiali su carta di epoca antica, o antichissima.
Ogni strumento deve insegnarci qualcosa anche riguardo a se stesso.

Nel frattempo, per Topsy e Tagboard, voglio “fissare” questa occasione ringraziando Gilberto Taccari (@GilbertoTCC) e Claudia Zavaglini (@iltarlo), ai quali ho partecipato l’emozione dell’esperienza del motore di ricerca.
Per il principio della condivisione anche emozionale legata a #scritturebrevi so che mi capiranno.

Francesca Chiusaroli, Scritture Brevi
10 giugno 2013
Immagine: locandina del film di Paolo Virzì, Caterina va in città.

 

 

caterinavaincittà

Francesca Chiusaroli

About Francesca Chiusaroli

Sono nata a Recanati, dove vivo. Mi sono laureata a Macerata, dove oggi insegno linguistica. Tra allora e ora, altre sedi.

2 thoughts on “Twitter dalla memoria corta (#iltwitterchevorrei e #tool: Che carattere!)

  1. Gilberto Taccari
    11 Giugno 2013 at 09:41

    Mi permetto di lasciare un breve commento “tecnico” a questo post che suscita in me grande interesse. Dove vanno a finire i tweet vecchi? Twitter fissa una data di scadenza ai post dei propri utenti? E gli altri siti che promuovono le scritture brevi come si comportano? Quanti di noi hanno scorso la timeline di Facebook, un modo per viaggiare nel tempo (passato)? Il mio commento va oltre queste domande. Il web, banca dati mondiale, non dimentica nulla, lo sanno quelli che hanno provato a “scomparire” dai risultati di Google, lo sanno coloro che dopo aver abbandonato Facebook ed essersi iscritti di nuovo ritrovano tutti i loro contenuti passati.

    E Twitter? Il problema del motore di ricerca di Twitter, devo approfondire, è tecnico. Provate a immaginare una biblioteca ricca di volumi, immaginatela più grande che potete. Metteteci dentro un bibliotecario anziano, minuto di statura, con il passo lento che si muove tra scaffali e scaffali di tomi di scritti brevi; Twitter, eccolo. Ora concentratevi sul lavoro del bibliotecario, solo, impotente di fronte all’immensità di testi, con una folla al banco che chiede «Mi può cercare quel pensiero d’amore in cui parlavo di un fiore?», «Cerco un testo che parla di quel bel concerto una sera in spiaggia.», eccetera. Le richieste sono tantissime, la biblioteca cresce a dismisura ininterrottamente, il bibliotecario si fa piccolo piccolo ed è impotente di fronte alla vastità dei testi e alla numerosità delle richieste. Così “dimentica”.

    Ciò che accade a Twitter, secondo me, rimanendo attaccato all’esempio della biblioteca, è che Twitter non dimentica nulla, la biblioteca non si libera dei testi, ma aggiunge in continuazione nuove parole, nuove frasi, nuove opere (brevi). Il bibliotecario, eccolo di nuovo nel mio commento, decide di limitare il suo servizio di ricerca ai testi aggiunti più di recente che hanno collocazioni che conosce bene, che riesce a raggiungere bene con il suo passo lento. Il web non dimentica, ma si espande, la ricerca delle informazioni (che fanno il business del web) diventa sempre più difficile, da ciò l’apparente memoria corta di Twitter (che però conserva tutto).

  2. 12 Giugno 2013 at 20:45

    Ciao Gilberto, Twitter come un bibliotecario che cerca per noi in una grande biblioteca è una gran bella immagine. Io sono uno di quei postulanti che chiedono notizie di un lontanissimo tweet. E Twitter o Topsy o Tagboard non si spingono abbastanza indietro nel tempo per me. Forse il mio desiderio di tornare indietro nella ricerca dei tweet dipende dalla mia età. Un’età in cui tornare indietro è il sogno proibito. Per questo sono incontentabile! Il tuo approccio al tema è sicuramente meno sentimentale, più realistico e rispecchia una lettura più tecnica del problema.
    Anzi, se decidi di approfondire ancora il funzionamento del motore di ricerca di Twitter, forse potresti spiegarmelo. Nel caso pubblicassi qualcosa, mi avviseresti con un tweet? @ineziessenziali
    grazie per il tuo contributo: l’immagine del bibliotecario mi ha un po’ riconciliata con il sistema di stoccaggio di Twitter 🙂
    ciao, marina

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