Grawlix o della digitazione al potere

Parto dal link fornito da Licia Corbolante per una riflessione sul termine grawlix. Si tratta di una parola coniata dal fumettista statunitense Mort Walker nel suo volume del 1980 The Lexicon of Comicana per indicare il set dei simboli tipografici usati nei fumetti per rappresentare espressioni oscene o sboccate, tipicamente una sequenza come @#$%&!.
Nella stessa categoria lessicale si collocano altri esempi elencati alla voce di Wikipedia, ovvero:

Agitrons: wiggly lines around a shaking object or character.
Blurgits, swalloops: curved lines preceding or trailing after a character’s moving limbs.
Briffits: clouds of dust that hang in the spot of a swiftly departing character or object.
Dites: diagonal, straight lines drawn across flat, clear and reflective surfaces, such as windows and mirrors.
Emanata: lines drawn around the head to indicate shock or surprise.
Grawlixes: typographical symbols standing for profanities, appearing in dialogue balloons in place of actual dialogue.[2]
Hites: horizontal straight lines trailing after something moving with great speed; or, drawn on something indicating reflectivity (puddle, glass, mirror).
Indotherm: wavy, rising lines used to represent steam or heat; when the same shape is used to denote smell, it is called a wafteron.[3]
Lucaflect: a shiny spot on a surface of something, depicted as a four-paned window shape.
Plewds: flying sweat droplets that appear around a character’s head when working hard, stressed, etc.
Solrads: radiating lines drawn from something luminous like a lightbulb or the sun.
Squeans: little starbursts or circles that signify intoxication, dizziness or sickness.
Vites: vertical straight lines indicating reflectivity (compare dites, hites).

Caratteristica di grawlix, come di molte forme in elenco, è evidentemente il basso grado di “motivazione”. La somiglianza con growl “ringhio, brontolio” può suggerire un’ipotesi per l’origine, ma la struttura della stringa lessicale fa immaginare un atto onomaturgico basato sulla libera e spontanea digitazione (e immaginazione).
Il fenomeno, cioè, può essere collegato alla collocazione nella lingua speciale del fumetto e all’alveo “tipografico”, dove il significante tende a prevalere sul significato ed anzi tende, in quanto se stesso, ad esprimerlo.

Abbiamo già visto il caso di qwertyuiop e delle onomatopee dei fumetti, ed ecco una nuova “sorprendente” occasione in cui la prospettiva etimologica porta argomenti in favore della tesi dell’arbitrarietà del segno.
O forse, all’inverso, porta argomenti contro.

Francesca Chiusaroli, Scritture Brevi
10 ottobre 2013

Francesca Chiusaroli

About Francesca Chiusaroli

Sono nata a Recanati, dove vivo. Mi sono laureata a Macerata, dove oggi insegno linguistica. Tra allora e ora, altre sedi.

Lascia un commento